CRESCE LO SDEGNO PER AVERE CONSEGNATO DUE MILITARI ITALIANI A FORZE STRANIERE
In calce al turbinoso arrivo di informazioni sull’evoluzione della situazione che riguarda i nostri Marò trattenuti in arresto in India, registriamo la dichiarazione di un eminente professore di diritto internazionale:
Natalino Ronzitti, docente di Diritto internazionale alla Luiss, ha dichiarato: “i militari godono della cosiddetta immunità funzionale, sono organi dello stato italiano e possono essere puniti, qualora abbiano commesso un reato, solo in Italia”. L’accondiscendenza dell’ambasciata e della Farnesina di fronte alle violazioni indiane pare fuori luogo anche in vista dell’imminente visita del ministro degli Esteri, Giulio Terzi, a Nuova Delhi in programma – già da tempo – la settimana prossima. La marina schiera nell’Oceano Indiano la fregata Grecale che, in un’operazione di “diplomazia navale”, potrebbe raggiungere le acque di fronte a Kochi. Di certo sembrano necessarie misure più incisive della “maggiore collaborazione” con il governo indiano auspicata ieri dal ministro Terzi.
RIENTRATE A FIUMICINO LE SALME DEI TRE MILITARI ITALIANI MORTI A SHINDAND. LA DICHIARAZIONE DI GIANFRANCO PAGLIA
“Il rientro delle salme dei nostri militari, quella del Caporal Maggiore Capo Scelto Francesco Curro’, del Caporal Maggiore Scelto Luca Valente e del Caporal Maggiore Scelto Francesco Paolo Messineo, morti lunedi’ scorso in un incidente stradale durante la missione in Afghanistan, riaccende il dolore per la perdita. Dispiace che all’aeroporto militare di Ciampino non ci fossero i rappresentanti del governo”. E’ quanto dichiara in una nota Gianfranco Paglia, deputato di Futuro e Liberta’.
“Non e’ il caso di polemizzare – aggiunge Paglia – ma l’assenza ingiustificata dell’esecutivo, circostanza gia’ verificatasi con altri governi, e’ un segnale negativo dato ai nostri ragazzi, che hanno scelto di servire il Paese e che quotidianamente rischiano la vita nelle missioni all’estero. E’ necessario ricordare a tutti – conclude – che non esistono morti di serie A e di serie B. I nostri soldati che cadono sul campo, a prescindere dalle cause, meritano la stessa considerazione e gli stessi onori perche’ sono nostri fratelli che hanno dato la vita per garantire a tutti noi un mondo piu’ civile
NOTIZIE DALL’AFGANISTAN
20 Febbraio 2012 – I militari deceduti questa mattina sono il Caporal Maggiore Capo Francesco CURRO’, nato il 27 febbraio 1979 a Messina, il 1° Caporal Maggiore Francesco Paolo MESSINEO, nato il 23 maggio 1983 a Palermo, e il 1° Caporal Maggiore Luca VALENTE, nato l’8 gennaio 1984 a Gagliano del Capo (LE).
Inoltre, il militare sottoposto a cure ha avvisato personalmente i propri familiari.
I militari coinvolti sono in forza al 66° Reggimento Aeromobile “Trieste” di Forlì.
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate, a nome delle Forze Armate e suo personale, esprime ai familiari il profondo cordoglio per la morte dei propri cari.
Il Generale Abrate ha inoltre manifestato al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano, il proprio dolore e il sentimento di vicinanza alla Forza Armata per il lutto che l’ha colpita.
DECEDUTI TRE MILITRI ITALIANI IN AFGANISTAN
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20 Febbraio 2012 – Questa mattina a circa 20 Km a sud-ovest di Shindand, un VTLM Lince del Contingente italiano è rimasto coinvolto in un incidente nel corso del quale tre militari hanno perso la vita. Il mezzo appartenente alla Task Force Center con base a Shindand, era impegnato in un’attività tesa a recuperare una unità bloccata dalle condizioni meteo particolarmente avverse, quando nell’attraversare un corso d’acqua, si è ribaltato intrappolando, al suo interno, tre dei militari dell’equipaggio che sono successivamente deceduti.
Sono in corso tutte le attività per informare le famiglie dei militari.
TRUIPPE ALPINE E CRISI ECOMNOMICA: IL GEN PRIMICERJ FIDUCIOSO.
BOLZANO. Nonostante la crisi economica abbia colpito anche l’esercito, le truppe alpine resistono. Lo ha spiegato ieri il generale Alberto Primicerj, comandante delle Truppe alpine. Che ha anche snocciolato cifre su cifre sullo status quo. Attualmente gli alpini dipendenti dal comando di Bolzano assommano a 10.065. A questi si devono aggiungere altri 3.000 militari che vestono la divisa da alpino ma non dipendono direttamente da Bolzano. Per ora, l’organico è coperto per il 92%. Le donne, e questo è un dato che colpisce, ormai sono l’8%, contro una media negli altri corpi pari al 6,7%. In Alto Adige attualmente sono di stanza 1.500 penne nere. Sul totale nazionale, dal Trentino Alto Adige arrivano soltanto 95 volontari (oggi l’esercito è costituito esclusivamente di volontari). Il 74% dei militari è di provenienza centro-meridionale, il 26% viene dal nord. I settentrionali sono in netto aumento in questi ultimi anni, in controtendenza con il passato. In questi giorni, ben 1.200 alpini sono impegnati nell’emergenza neve nel Centro Italia. Il generale Primicerj ha poi anticipato che, dopo aver lasciato l’Afghanistan nei mesi scorsi, gli alpini vi ritorneranno a partire da ottobre. Sei mesi la Taurinense, poi sei mesi la Julia. I parà, ha ricordato il generale, sono invece sempre presenti, con una piccola unità di 50 uomini super specializzati e dediti a missioni particolarmente delicate.
Per concludere, le preoccupazioni: il governo vuole tagliare 33 mila militari. Il generale ha anticipato che, per fortuna, i reparti operativi degli alpini non dovrebbero subire tagli drastici. (da.pa)


















