FOLLA DI CAPPELLI ALPINI E BASCHI AMARANTO E TRENTA SACERDOTI PER SALUTARE DON CLAUDIO PER SEMPRE

Il Giornale di Vicenza
sezione: PROVINCIA data: 13 gennaio 2019 – pag: 29

CHIUPPANO. Una folla imponente ai funerali del prete con le stellette

Don Claudio salutato da un esercito di amici

Il ricordo: «Umile e determinato, non diceva mai no»

Una folla imponente e commossa ha accompagnato l’ultimo viaggio di don Claudio Gioppo. Sull’altare si sono presentati una trentina di sacerdoti concelebranti, il sacro rito è stato presieduto dal vicario generale del vescovo di Padova monsignor Giuliano Zatta.

La chiesa parrocchiale di Chiuppano, pur molto capiente, non è riuscita a contenere un afflusso di persone, che, pur preventivato, ha superato ogni previsione. In prima fila i sindaci di Chiuppano Giuseppe Panozzo, di Carrè Davide Mattei, di Calvene Andrea Pasin, di Lugo Robertino Cappozzo e di Thiene Giovanni Casarotto.

Grazie al servizio della protezione civile locale e del servizio alpino l’accesso alla cerimonia è stato comunque ben ordinato: l’adesione popolare così massiccia la dice lunga sulla sua popolarità e sull’affetto di quanti lo hanno conosciuto.«Grande uomo e grande sacerdote, semplice e umile, forte e determinato» ha detto nel suo intervento il parroco di Chiuppano don Loris Gasparella, che in premessa ha riassunto la storia personale del defunto.
Dalla vita nella famiglia salesiana, al servizio svolto come cappellano militare degli alpini paracadutisti fino all’ultima fase vissuta in Altovicentino come prete incardinato nella diocesi di Padova. Che sia stato una figura capace di solide relazioni e di calamitare simpatia lo si deduce dalla presenza di numerosi parroci del vicariato, riconoscenti dell’aiuto fornito negli ultimi dieci anni per la celebrazione dell’eucarestia.

Il parroco don Loris ha condensato il giudizio su don Claudio in una sintetica, ma efficace frase: «Non diceva mai di no».All’omelia monsignor Zatta ha messo in rilievo il filo di continuità, che ha legato l’attività pastorale di don Claudio, fedele discepolo di don Bosco, alla cura della formazione dei giovani, fino al ruolo di assistenza spirituale delle reclute, di sostegno morale e di incoraggiamento nelle difficoltà della vita.

Commosso il comandante del 4° Reggimento dei paracadutisti alpini di stanza a Verona colonnello Alessio Cavicchioli, intervenuto con altri ufficiali. «Per me non si tratta di una presenza formale, Claudio è stato soprattutto un collega sincero e un amico di famiglia, che fra l’altro ha celebrato il mio matrimonio».

La presenza di oltre duecento paracadutisti in congedo, giunti con ben quattro pullman, e gli onori resi dal picchetto militare hanno conferito alla cerimonia religiosa una particolare solennità. Intensa e toccante la lettura finale della preghiera dell’alpino paracadutista, composta dallo stesso don Claudio.Al termine, prima dell’avvio del corteo funebre verso il cimitero, il feretro, attorniato da una folta cortina di parà e di alpini delle sezioni di zona, è stato salutato dai paracadutisti con un vibrante “Mai strac”, programma di vita molto aderente alla personalità del compianto “prete con le stellette”. Un esempio di come una vita sia veramente degna quando è spesa per gli altri.

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