Forze Armate: nuove disposizioni per l’emergenza Coronavirus. Smart working per limitare presenza nelle caserme

Le nuove disposizioni conseguenti al dpcm 9 marzo 2020 su cosa si può e su cosa non si può fare in emergenza Coronavirus, hanno determinato per  Militari e  Forze di Polizia nuove regole per il lavoro nelle caserme

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha ritenuto opportuno fornire ulteriori indicazioni allo scopo di salvaguardare la sicurezza del personale e, con essa,  la continuità operativa dello strumento militare.

Ribadisco, ha scritto nella circolare il Generale Enzo Vecciarelli, la necessità che siano adottate misure uniformi in merito ai seguenti aspetti: –

informare/sensibilizzare il personale al rispetto delle norme e direttive emanate dal Governo e dagli organi sanitari competenti, con esplicito richiamo al senso di responsabilità, anche nell’ambito della vita privata;

garantire lo svolgimento delle attività imprescindibili per il funzionamento dello Strumento Militare, identificandone le funzioni essenziali ed assicurando a tutti i livelli la continuità di comando;

individuare, attraverso apposite turnazioni, il personale strettamente necessario da mantenere in presenza agevolando, per il restante, Io svolgimento di attività con modalità a distanza, identificando gli strumenti (es.smart working), le modalità e la relativa posizione amministrativa. Ciò al fine di ridurre tutti gli spostamenti a carattere di servizio a quelli strettamente indispensabili ed alleggerire il fenomeno del pendolarismo. In tale quadro, il mio Stato Maggiore provvederà ad individuare, laddove gli attuali strumenti non siano sufficienti, nuove possibili soluzioni da implementare;

prevedere Io svolgimento di attività fuori sede/riunioni/corsi nazionali ed esteri solo in casi di imprescindibile necessità, privilegiandone lo svolgimento con modalità telematiche;

limitare le esercitazioni, sul territorio nazionale e all’estero, solo a quelle assolutamente indispensabili e finalizzate all’approntamento per l’impiego nei Teatri Operativi, contemplando sempre l’adozione di tutte le possibili misure precauzionali che possano garantire una mitigazione dei rischi;

facilitare il sostegno familiare, in ragione delle esigenze derivanti dall’emergenza in titolo, favorendo la concessione di licenza straordinaria, congedo paternale, etc.

Quest’ultimo punto sottolineato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa è stato il primo affrontato dalla Direzione generale per il personale militare stabilendo che l’eventuale periodo trascorso in malattia – o anche in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria – purché con sorveglianza attiva, è equiparato al periodo di ricovero ospedaliero.

La Direzione Generale del Personale militare ha disposto che eventuali assenze dal servizio derivanti dai provvedimenti di contenimento del contagio saranno considerate comunque come “servizio prestato a tutti gli effetti di legge”.

Ebbene nonostante le disposizioni siano chiare, molti militari sottolineano la difficoltà di ottenere la tutela sopra evidenziata (licenza straordinaria) poiché, pare, che in alcuni casi prima di concedere il beneficio sia stato richiesto al personale di far ricorso ai recuperi compensativi, o addirittura, alla licenza ordinaria. Come spesso accade, quindi, sebbene a livello centrale siano emanate direttive precise, a livello periferico sono interpretate in modo limitativo per il personale, alla stregua di concessione da conquistare. Auspichiamo che il i vertici della Difesa assicurino la scrupolosa osservanza delle direttive emanate, per la tutela del proprio personale e dell’intera collettività.  

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