1 aprile 1964 nasce la Compagnia Alpini Paracadutisti del 4C.A.Alpino

STORIA DEGLI ALPINI PARACADUTISTI
1.I Precursori
Già agli albori del paracadutismo militare Italiano, ritroviamo gli Alpini: durante la Prima Guerra Mondiale, il Servizio “I” (Informazioni) usava lanciare dietro le linee nemiche degli informatori; tra questi, quelli che maggiormente si distinsero furono i Tenenti Alessandro Tandura e Pier Arrigo Barnaba, ambedue Alpini.
Durante l’autunno del 1917, in luoghi e momenti diversi, i due Ufficiali si lanciarono in zone di montagna dietro le linee nemiche, con il compito di reperire informazioni sulle truppe Austriache: ambedue furono decorati con la medaglia d’oro al valor militare.
Il concetto di “Paracadutisti da Montagna” fu dimenticato fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. L’Esercito Italiano che combatteva con gli Alleati, già nel tardo 1943, aveva ipotizzato la formazione di un “Raggruppamento da Montagna”, con al suo interno una “Compagnia Complementi Alpini Paracadutisti”: il tutto però non andò mai oltre allo stadio di progetto.
Altri paracadutisti Italiani (anche se sotto diversa bandiera) furono addestrati ed equipaggiati per la guerra in montagna: nel gennaio 1945 reparti del Reggimento “Folgore” della RSI furono assegnati al fronte Alpino Occidentale, nelle valli piemontesi di Susa, Lanzo e dell’Orco. Ne nacquero enormi difficoltà, data la mancanza di preparazione ad operare nel particolare terreno.
Dal 1° Battaglione si trassero alpigiani e montanari, in gran parte Veneti e Lombardi, e con loro si formò la “1^ Compagnia Alpina Paracadutisti”: si condusse un addestramento d’assuefazione all’alta quota, si ordinò materiale da montagna all’industria privata, e si equipaggiò il reparto con muli, per permettere il trasporto di rifornimenti. Con il passare del tempo, gli altri reparti assegnati al settore furono anch’essi “alpinizzati”.
2.La nascita
Nel 1947 e 1948, Francia e Stati Uniti tentano due lanci in montagna, con risultati poco soddisfacenti: il personale, una volta arrivato a terra, è praticamente inimpiegabile perché soffre di ronzii alle orecchie e giramenti di testa. Tuttavia, alcuni Ufficiali degli Alpini si rendono conto che, eliminati certi errori concettuali, l’uso del paracadute in montagna può essere molto proficuo.
L’errore stava nell’aver utilizzato personale non preparato ad operare in quota. In Italia ci si rese conto che il problema poteva essere aggirato utilizzando personale già addestrato alla montagna, quali gli Alpini: nel novembre 1951 lo Stato Maggiore dell’Esercito incaricò l’Ispettorato Truppe Alpine, nella persona del Colonnello Emiliano Scotti, di studiare l’ordinamento, l’addestramento e l’impiego del plotone Alpini Paracadutisti.
S’iniziò, nella primavera del 1952, con il primo corso per Ufficiali Alpini comandanti di reparti specializzati per i lanci in alta montagna presso il Centro Militare di Paracadutismo di Viterbo: gli Ufficiali qualificati rientrarono quindi ai Reggimenti.
Il 1° settembre 1952 veniva costituito il Plotone Alpini Paracadutisti della Brigata Tridentina: verso i primi di novembre, un Sottotenente, alcuni Sottufficiali ed una sessantina di reclute alpine provenienti dal CAR di Montorio Veronese si trasferivano a Viterbo per frequentare il corso d’addestramento al lancio.
Il 29 gennaio 1953 veniva effettuato il primo lancio con i paracadute IF41 SP, dai vecchi Savoia Marchetti SM 82; il primo lancio in zone montuose veniva effettuato in Abruzzo, a Rocca di Cambio, il 27 febbraio 1953.
Il reparto veniva quindi trasferito alla sua sede definitiva, Bressanone, dove si trovava anche il Comando della Brigata Alpina Tridentina. Appena il tempo di prendere in consegna il materiale e gli Alpini Paracadutisti venivano trasferiti in Val d’Aosta, presso la Scuola Militare Alpina, per l’addestramento sciistico ed alpinistico. Iniziava così la vita degli Alpini Paracadutisti, fatta, ancora oggi, di continue e logoranti trasferte lontano dalla sede: è normale trascorrere nove mesi su dodici lontano dalla caserma, con lunghi periodi lontano dalle famiglie.
Il 24 luglio 1953 viene effettuato il primo lancio in alta montagna: l’intero plotone atterra a 3200 metri, sul ghiacciaio del Ruitor, sopra a La Thuile.
Visto il successo della sperimentazione, viene costituito un plotone Alpini Paracadutisti per ogni Brigata Alpina: il 15 novembre 1953 quello della Julia, nel 1954 quello della Taurinense (con sede a Pinerolo), e nel 1956 quelli della Orobica (Merano) e della Cadore (Belluno).
3.La Compagnia Alpini Paracadutisti
Negli anni seguenti, dopo alcune esercitazioni in cui i plotoni operavano riuniti, a disposizione diretta del 4° Corpo d’Armata Alpino, ci si rese conto che in questo modo essi avrebbero potuto essere impiegati meglio, e soprattutto essere addestrati più proficuamente. Il 1° settembre 1963 il primo plotone ad essere stato costituito, il “Tridentina”, fu anche il primo a passare alle dirette dipendenze del 4° Corpo d’Armata, seguito dagli altri nei mesi successivi.
Il 1° aprile 1964 nasce ufficialmente la “Compagnia Alpini Paracadutisti del 4° Corpo d’Armata Alpino”, con sede presso la caserma “Vittorio Veneto” di Bolzano. Negli anni successivi, si trasferisce presso la caserma Mignone, sempre in Bolzano, e crea la propria base addestrativa a Santa Cristina di Val Gardena (BZ), la quale verrà però smantellata nell’autunno 1989.
Il 19 Luglio (?) 1985, l’intera Compagnia viene allertata e caricata sugli elicotteri del 4° Raggruppamento ALE Altair, per portare i primi soccorsi in Val di Stava (TN), straziata da un’enorme valanga di fango: oltre ad essere i primi a giungere sul posto, vi rimasero alcuni giorni, a scavare per recuperare le vittime. Per questo compito, oltre a non avere nessun riconoscimento come reparto, non fu possibile assegnare ai singoli la medaglia prevista per l’occasione, perché il periodo trascorso sul posto fu inferiore a quello previsto.
Dal 1° Gennaio 1990 la Compagnia Alpini Paracadutisti si fregia del glorioso nome “Monte Cervino”, ereditato dal Battaglione Sciatori Alpini omonimo, reparto d’élite delle Truppe Alpine nella Seconda Guerra Mondiale, quasi interamente distrutto nella Campagna di Russia. Il nome le viene attribuito nel corso di una suggestiva cerimonia a Cervinia.
Nell’Aprile 1992 si trasferisce nella caserma “Mercanti” di Appiano San Michele (BZ), struttura sufficientemente ampia per realizzare il vecchio progetto di farla diventare un battaglione, piccolo sogno di grandezza, ma anche ottimo modo per risolvere quei problemi addestrativi ed organizzativi che affliggono un’unità unica nel suo genere.
Nel corso degli anni successivi gli Alpini Parà traslocano nuovamente verso la città di Bolzano, stabilendosi nella Caserma Vittorio Veneto.
Il 14 luglio 1996 viene costituito il Battaglione Alpini Paracadutisti “Monte Cervino”.
È prossima la sua elevazione al livello di 4° Reggimento Alpini Paracadutisti.
4. L’impiego operativo
Negli ultimi anni gli alpini paracadutisti hanno partecipato:
all’operazione ONU “ALBATROS” in Mozambico nel 1993-1994;
all’operazione NATO “COSTANT GUARD” in Bosnia nel 1997;
all’operazione “FORZA PARIS” in Sardegna nel 1997 e 1998;
all’esercitazione NATO “STRONG RESOLVE” in Norvegia nel 1998;
alla missione ISAF in Afganistan
ad esercitazioni nazionali ed estere con unità da montagna e paracadutiste di STATI UNITI, INGHILTERRA, PORTOGALLO, GERMANIA, BELGIO, GRECIA e ARGENTINA.

(Rinaldo Brega)

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