4° Rgt Alpini Paracadutisti Ranger https://www.maistrac.it "Mai Strac - In Adversa ultra Adversa" Mon, 25 May 2020 08:36:29 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.1 https://www.maistrac.it/wp-content/uploads/2018/08/cropped-logo-32x32.png 4° Rgt Alpini Paracadutisti Ranger https://www.maistrac.it 32 32 ARIS SPA- VEICOLI SPECIALI PER LA DIFESA https://www.maistrac.it/2020/05/25/aris-spa-veicoli-speciali-per-la-difesa/ https://www.maistrac.it/2020/05/25/aris-spa-veicoli-speciali-per-la-difesa/#respond Mon, 25 May 2020 08:36:26 +0000 https://www.maistrac.it/?p=6800 Leggi tutto »ARIS SPA- VEICOLI SPECIALI PER LA DIFESA]]> da Congedati Folgore

PARMA- Prendiamo spunto dalla segnalazione di un nostro Redattore, Antonello Gallisai, che segue la rassegna stampa e le recensioni internazionali. Ha notato che una rivista russa riporta un trafiletto che riguarda i rangers alpini ed un nuovo veicolo in dotazione.
I nostri lettori avranno certamente già visto la immagine di una squadra del Comfose a bordo dell’ggressivo LTATV Light Tactical All Terrain Vehicle, in procinto di imbarcarsi.

Il veicolo sul quale si stavano muovendo i Rangers del Comfose è stato allestito dalla ARIS SPA , specialista del settore, per soddisfare le esigenze di mobilità estrema dei reparti speciali italiani.

Il veicolo è basato su una piattaforma di provenienza “commerciale”, allestita con:

supporti oscillanti porta arma
luci oscurate militari
fari di profondità a led
faro di ricerca orientabile a led
proiettore IR per la visione notturna
supporto per barella militare
supporto per cassette portamunizioni
supporto per dispositivi elettronici
portazaini
taniche carburante
anelli “tie down” per l’ancoraggio sul velivolo
pedana laterale dx antisdrucciolo e antifango
dispositivi di attacco per l’elitrasporto
ruota di scorta
verricello elettrico anteriore
gancio traino.

Una risorsa specialistica che sarà certamente utilissima ai nostri Incursori.

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MISSIONI: SI APRE IL NUOVO FRONTE NEL SAHEL E IN GUINEA . IMPEGNO ITALIANO IMMINENTE https://www.maistrac.it/2020/05/23/missioni-si-apre-il-nuovo-fronte-nel-sahel-e-in-guinea-impegno-italiano-imminente/ https://www.maistrac.it/2020/05/23/missioni-si-apre-il-nuovo-fronte-nel-sahel-e-in-guinea-impegno-italiano-imminente/#respond Sat, 23 May 2020 08:18:36 +0000 https://www.maistrac.it/?p=6795 Leggi tutto »MISSIONI: SI APRE IL NUOVO FRONTE NEL SAHEL E IN GUINEA . IMPEGNO ITALIANO IMMINENTE]]> Pochi giorni orsono Lorenzo Guerini e Luigi Di Maio hanno hanno visto l’approvazione del finanziamento di due nuove missioni multinazionali con i francesi, oltre a quelle già in corso. I militari italiani saranno schierati In Niger e nel Golfo di Guinea. La prima area non è nuova per le nostre forze armate, perchè da circa 2 anni sono presenti piccoli nuclei di istruttori , compresi i paracadutisti della Folgore, per istruire le forze locali. Secondo il nuovo profilo approvato, sarà inviata anche una componente elicotteristica con funzioni MEDEVAC , in appoggio alla missione francese «Takuba» , mentre in Guinea sarà presente una fregata in coordinamento con le marine di Francia Spagna Portogallo e Stati Uniti ( Africom) .
«Takuba» (sciabola in lingua tuareg) sarà una missione difficile, perchè ci sono zone ad alta intensità di combattimento dove i nostri elicotteristi saranno impiegati i zone di conflitto aperto.

In quell’area sono stati schierati fino a 5100 soldati francesi nel 2019, con la missione Barkhane, cui sarà ora affiancata da «Takuba». Il triangolo compreso trac Niger, Mali e Burkina Faso vede la presenza di isis e boko haram. “Sciabola” prevede anche 500 incursori di 13 Paesi europei. A Niamey, Niger, da 2 anni è stata presente periodicamente anche la Folgore con nuclei di istruttori di paracadutisti, per ricondizionare e lanciare un battaglione di paracadutisti nigerini e condurre addestramenti sul terreno.
Quasi sicuramente un ìa parte del contingente italiano sarà rischierato in Mali.
E’ stata decisa anche la presenza italiana nell’area del Golfo di Guinea, davanti a Nigeria, Camerun e Costa d’Avorio, dove ci sono interessi industriali italiani rappresentati da piattaforme ENI e da aziende legate alla filiera della estrazione offshore.
Sarà il comando statunitense Africom a coordinare la presenza delle navi militari provenienti da Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Gli italiani hanno già condotto addestramenti in zona nei primi mesi del 2020 con una fregata , che ora stazionerà per quattro mesi nel Golfo di Guinea alternandosi con il resto delle marine alleate, per proteggere anche i mercantili in transito.
LE ALTRE MISSIONI
Il provvedimento della difesa prevede anche il rifinanziamento della presenza in Afghanistan ( secondo le rotazioni delle Brigata, il prossimo turno dovrebbe impegnare anche la Folgore) , Iraq, Libano, Somalia , Balcani e Libia con l’ospedale militare a Misurata e la nave-appoggio nel porto di Tripoli per dare continuità all’azione della Guardia costiera libica.
E’ appena partita anche «Irini», missione aero-navale europea in Libia, concordata dai ministri degli Esteri dei Ventisette ad aprile. Eredita «Sophia». Al comando di Irina l’ ammiraglio Fabio Agostini. A breve insieme alla fregata francese appena schierata, ci sarà anche la San Giusto, nave adatta al traspoprto di truppe anfibie.,

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Auguri https://www.maistrac.it/2020/05/19/auguri-2/ https://www.maistrac.it/2020/05/19/auguri-2/#respond Tue, 19 May 2020 09:16:26 +0000 https://www.maistrac.it/?p=6792 ]]> https://www.maistrac.it/2020/05/19/auguri-2/feed/ 0 IL GENERALE ALPINO PARACADUTISTA BELACICCO PRENDERA’ LA TERZA STELLA https://www.maistrac.it/2020/05/17/il-generale-alpino-paracadutista-belacicco-prendera-la-terza-stella/ https://www.maistrac.it/2020/05/17/il-generale-alpino-paracadutista-belacicco-prendera-la-terza-stella/#respond Sun, 17 May 2020 08:19:14 +0000 https://www.maistrac.it/?p=6786 Leggi tutto »IL GENERALE ALPINO PARACADUTISTA BELACICCO PRENDERA’ LA TERZA STELLA]]>

Il vice comandante delle Truppe Alpine gen. Marcello Bellacicco, il prossimo mese otterrà la “terza stella” diventando Generale di Corpo d’Armata.

Il generala, paracadutista militare , è un convinto sostenitore dell’Associazione Nazionale Alpini. Ha trascorso tutta la sua carriera nelle penne nere a partire dagli anni Ottanta. Tra i numerosi incarichi ha comandato il battaglione paracadutisti del “Monte Cervino”, il 2° Alpini e il reggimento Cadetti dell’Accademia di Modena. E’ stato Capo di Stato Maggiore delle Truppe Alpine, comandante della Julia, comandante della Regione Ovest in Afghanistan nell’ambito della missione Isaf e vice comandante del Rapid Deployable Corps della Nato.

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Il Comandante del COMFOSE Ivan Caruso alla guida del Maverick X3 LTATV (Light Tactical All Terrain Vehicle) https://www.maistrac.it/2020/05/16/il-comandante-del-comfose-ivan-caruso-alla-guida-del-maverick-x3-ltatv-light-tactical-all-terrain-vehicle/ https://www.maistrac.it/2020/05/16/il-comandante-del-comfose-ivan-caruso-alla-guida-del-maverick-x3-ltatv-light-tactical-all-terrain-vehicle/#respond Sat, 16 May 2020 08:48:15 +0000 https://www.maistrac.it/?p=6784 ]]> https://www.maistrac.it/2020/05/16/il-comandante-del-comfose-ivan-caruso-alla-guida-del-maverick-x3-ltatv-light-tactical-all-terrain-vehicle/feed/ 0 Esercito: Parla il comandante del CEMIVET di Grosseto, Colonnello Simone Siena. Sul sito di Forza Armata disponibile l’adozione dei cani allevati nel Centro https://www.maistrac.it/2020/05/16/esercito-parla-il-comandante-del-cemivet-di-grosseto-colonnello-simone-siena-sul-sito-di-forza-armata-disponibile-ladozione-dei-cani-allevati-nel-centro/ https://www.maistrac.it/2020/05/16/esercito-parla-il-comandante-del-cemivet-di-grosseto-colonnello-simone-siena-sul-sito-di-forza-armata-disponibile-ladozione-dei-cani-allevati-nel-centro/#respond Sat, 16 May 2020 08:42:24 +0000 https://www.maistrac.it/?p=6781 Leggi tutto »Esercito: Parla il comandante del CEMIVET di Grosseto, Colonnello Simone Siena. Sul sito di Forza Armata disponibile l’adozione dei cani allevati nel Centro]]> Grosseto. Il Centro militare veterinario (CEMIVET) è stato istituito con Regio Decreto l’11 novembre 1870 con la denominazione “Deposito allevamento cavalli”.

Da allora, ha sempre contribuito a garantire il mantenimento del parco cavalli dell’Esercito attraverso l’allevamento di questi quadrupedi di varie razze che rispondevano alle esigenze organizzative ed operative della Forza Armata.

Negli anni 20 del ‘900  ha acquisito anche la funzione di Centro rifornimento muli per l’alimentazione dei reparti alpini e artiglieria da montagna, attività mantenuta fino alla fine degli anni ’80.

Dal 1972, con la chiusura della Sezione Posto Raccolta Quadrupedi di Persano (Salerno) il Centro è rimasto l’unico allevamento cavalli dell’Esercito.

Inoltre, dai primi anni ’70 fino alla fine degli anni ’90 del secolo scorso, ha alimentato il parco cani da guardia di caserme, depositi e polveriere dell’Esercito.

Nel 2002, il Centro è stato incaricato di sviluppare il progetto “Capacità cinofila” della Forza Armata volto ad incrementare la protezione della forza dei contingenti militari impiegati in missione all’estero.

Il compito è stato assolto con successo e, attualmente, il Centro assicura l’allevamento, l’approvvigionamento e l’addestramento dei cani e delle unità cinofile per tutte le esigenze dell’Esercito Italiano.

Come facilmente comprensibile, nel corso dei 150 anni di vita, le razze di cavalli e cani allevate sono state diverse, ciò in base alle differenti esigenze correlate all’impiego militare.

Report Difesa ha intervistato il Colonnello Simone Siena, ufficiale veterinario del Corpo Sanitario dell’Esercito, comandante del CEMIVET.

Comandante, il CEMIVET ha una lunga tradizione nell’allevamento dei cavalli e dei cani: quali sono le razze che sono sottoposte alle vostre cure?

Il Centro alleva i cavalli di razza Sella italiano.

Al riguardo, è motivo di grande soddisfazione il riconoscimento conferito all’Esercito Italiano negli ultimi tre anni, dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo quale migliore allevamento del Paese di tale razza di cavalli; cani di razza Pastore tedesco e Pastore belga malinoise.

Cuccioli in addestramento al CEMIVET

Gli animali una volta allevati, in quali reparti vengono trasferiti?

La situazione è differente per le due specie allevate. Per quanto riguarda i cavalli, presso il Centro sono presenti le fattrici, gli stalloni ed i puledri fino a tre anni d’età, oltre ai cavalli riformati provenienti da tutto il territorio nazionale al termine della loro carriera attiva.

I puledri, al terzo anno di vita, sono trasferiti presso il Centro Militare di Equitazione in Montelibretti che provvede alla doma ed alla successiva valutazione tecnico equestre.

Sulla base dei risultati, i soggetti possono rimanere presso il Centro militare di equitazione per l’impiego a livello agonistico, oppure essere assegnati:

  • ad Enti formativi con funzione addestrativa nell’equitazione per il personale in formazione (Accademia di Modena o Scuola di Applicazione)
  • al Reggimento Lancieri di Montebello (8°) con funzioni di rappresentanza
  • ai Centri ippici militari, con funzione addestrativa di base e di promozione della cultura equestre per il personale militare e civile, nell’ambito della convenzione Esercito – Associazione Nazionale Arma di Cavalleria.

Riguardo ai cani invece, tutti i soggetti restano a Grosseto, in quanto la filiera cinofila è gestita totalmente dal Centro Militare Veterinario.

Per lo più per i cani sono previsti impieghi fuori area. In tutti i Teatri Operativi?

Tutti i nostri cani sono addestrati alla ricerca di armi ed esplosivi e vengono impiegati insieme ai loro conduttori in tutte le missioni internazionali dove l’Esercito Italiano è stato chiamato ad operare dall’Afghanistan al Kosovo, dal Libano alla Libia, all’Iraq.

In qualche occasione i binomi cinofili sono stati impiegati anche per esigenze interne al Paese, come durante l’Expo di Milano nel 2015 o l’Universiade di Napoli lo scorso anno.

Il binomio uomo-animale inizia già al momento in cui quest’ultimo viene assegnato al militare. Che caratteristiche si richiedono al personale che se ne deve prendere cura?

Si, dopo un attenta selezione alla quale sono sottoposti sia i cani che i conduttori, viene formato un binomio inscindibile che frequenterà un corso della durata di un anno e solo alla fine di questo lungo percorso, che prevede tre momenti principali di valutazione, verrà qualificato come binomio cinofilo dell’Esercito.

Le caratteristiche principali che devono avere i militari che si candidano alle selezioni sono passione per un lavoro impegnativo, grande disponibilità a condividere la propria vita con l’animale, adeguata cultura cinofila, altruismo e spirito di sacrificio. Sono caratteristiche impegnative, a fronte delle quali, tuttavia, si ricevono grandi soddisfazioni, umane e professionali.

Una fase di addestramento dei cuccioli

In queste ore si è parlato dell’adozione di cani dell’Esercito? Di quali animali si tratta?

La ragione fondamentale per la quale viene promossa l’adozione è quella di tutelare il benessere dell’animale con l’inserimento in un nucleo di conviventi che garantisca un livello di affettività ed interazione con l’uomo analogo a quello che il cane ha conosciuto durante tutta la sua vita professionale.

Quando il cane raggiunge l’età limite prevista per l’impiego attivo – cioè i 10 anni (di cui i primi 2 per la crescita e la formazione e gli altri 8 di impiego in servizio) – o quando, nel corso della vita operativa, emergano situazioni sanitarie non compatibili con l’impiego operativo, è prevista l’assegnazione, a titolo gratuito, prioritariamente allo stesso conducente con cui ha condiviso l’impiego professionale.

Nei rari casi in cui il conducente abbia impedimenti di carattere personale o familiare che non gli consentono di adottarlo, il cane può essere donato gratuitamente ad associazioni o persone che ne abbiano fatto richiesta e che possano assicurare lo stesso livello di benessere fino ad allora garantito.

Fermo restando che, laddove ciò non si possa realizzare, per esempio in caso di mancanza di richieste, il cane godrà della sua pensione presso il Centro Militare Veterinario di Grosseto fruendo della medesima assistenza assicurata ai cani operativi

Come avverrà questa adozione?

Chi volesse adottare uno dei nostri cani può trovare il modulo di richiesta sul sito dell’Esercito all’indirizzo www.esercito.difesa.it compilare la domanda ed inviarla al Comando Logistico dell’Esercito che provvederà alla raccolta, alla valutazione e alla successiva assegnazione.

Che tipo di caratteristiche deve avere la persona che intende adottare un cane?

I nostri cani sono stati abituati a lavorare e collaborare con il proprio conduttore da quando hanno iniziato il loro percorso in Forza Armata, diventando spesso le mascotte dei militari nelle varie missioni di pace, dove hanno sempre ricevuto tantissimo affetto.

Quindi ricerchiamo persone che possano dedicare loro del tempo per passeggiate, magari un po’ di gioco con la loro “pallina”, il mezzo preferito per interagire con il loro conduttore e che abbiano anche tanta pazienza nella considerazione che, come tutti gli anziani, necessitano di qualche cura e tanto affetto.

In definitiva chiediamo a chiunque ne faccia richiesta di fare quello, per tutta la loro vita, abbiamo cercato di fare al Centro Militare Veterinario.

Può essere anche un militare?

Certamente. Anche un militare può fare richiesta di adozione.

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SPECIALE: Esercito, da VFP1 ad Operatore di Forze Speciali. Come e quali step bisogna superare per entrare nella elite https://www.maistrac.it/2020/05/11/speciale-esercito-da-vfp1-ad-operatore-di-forze-speciali-come-e-quali-step-bisogna-superare-per-entrare-nella-elite/ https://www.maistrac.it/2020/05/11/speciale-esercito-da-vfp1-ad-operatore-di-forze-speciali-come-e-quali-step-bisogna-superare-per-entrare-nella-elite/#respond Mon, 11 May 2020 18:24:59 +0000 https://www.maistrac.it/?p=6778 Leggi tutto »SPECIALE: Esercito, da VFP1 ad Operatore di Forze Speciali. Come e quali step bisogna superare per entrare nella elite]]> Roma. Premesso che la richiesta di arruolamento nel reparti delle Forze Speciali (FS) dell’Esercito è rivolta a tutto il personale operante, partendo dai tenenti, ai sottoufficiali marescialli e sergenti, ai graduati (volontari in servizio permanente) VSP e militari di truppa (volontari in ferma prefissata a 4 e 1 anno, VFP4  e VFP1), lo scopo e l’obiettivo di questo articolo si concentrerà sulla richiesta di arruolamento nei reparti delle FS operato dai militari di truppa (volontari in ferma prefissata), iniziato nell’estate 2017 e in continua fase evolutiva.

Un allievo impegnato in un’attività del corso

Premesso che l’iter di arruolamento per i VSP e VFP4 è abbastanza definito e circoscritto, poiché il personale selezionato ha già un background alle spalle e viene attinto da tutti i reparti della Forza Armata, per i VFP1 gli iter di provenienza sono molteplici.

Questa possibilità viene data ai volontari in ferma prefissata, non in quanto VFP1, ma perché visti come una proiezione futura di un VFP4 e un definitivo VFP. Ne segue che i militari di truppa, vengono visti dal comparto delle Forze Speciali non come semplici arruolati, ma come possibili e futuri VFP4 su cui poter investire e su cui poter contare come futuri operatori. Se nel passato il COMFOSE ricercava il personale da formare tra le fila dei VFP4, poiché ritenuti dal punto di vista esperienziale e dal punto di vista dell’investimento quelli più affidabili.

Ad oggi il panorama si è ampliato, nonostante l’arruolamento rimane aperto a tutto il personale operante. Puntare sul VFP1 come investimento potrebbe sembrare più incerto, poiché per volontà propria o per volontà del sistema si potrebbe investire su qualcuno che un domani rischierebbe di non proseguire la scelta intrapresa.

Ma l’ipotesi qui paventata trova subito una smentita, perché coloro che hanno il ruolo di scegliere i futuri operatori (essendo personale di ampia esperienza) sono in grado di valutare le motivazioni dei singoli soggetti, anticipando i periodi di un VFP4. I volontari in ferma prefissata oltre ad appartenere ad un bacino più ampio per la selezione, vengono valutati in funzione delle opportunità future.

Essendo più giovani, risultano essere più motivati e su di loro si proietta una prospettiva temporale più longeva, che in termini di investimento sulla preparazione di un singolo operatore porta ad ammortizzarne il costo nel tempo.

Personale del 9° Reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin

Questo investimento sul VFP1 diventa dunque un incentivo per arrivare fino in fondo e mirare ad un definitivo VSP, poiché l’Esercito ha tutto l’interesse a non perdere i volontari su cui punta ed investe.

In poche parole, la volontà della Forza Armata di tenere l’arruolato diventa la sua opportunità per restare in modo permanente. L’obiettivo sarà quello di seguire coloro che iniziano il percorso portandolo fino al suo compimento. Questa particolare prospettiva sarà realizzabile solo dopo una grande selezione a monte.

Una volta effettuata la selezione e solo dopo aver appurato la buona motivazione dei volontari, che dovranno dimostrare di poter portare a termine l’obiettivo e l’arduo percorso, ci sarà il traguardo che prevede l’arruolamento definitivo. In poche parole ciò che viene definita “necessità” del sistema si tramuta in “opportunità” per l’individuo.

Il bacino principale di arruolamento per i futuri operatori delle Forze Speciali è il RAV (Reparto Addestramento Volontari) che viene avviato per blocchi, come conseguenza ad un numero elevato di partecipanti. Si parla di circa 4 blocchi l’anno.

Durante il corso dei RAV, della durata di 10 settimane, vengono inviati dei team di selezionatori e reclutatori verso la fine del percorso addestrativo. I quali presentano i vari reparti FS con le proprie peculiarità (il 9° “Col Moschin” – il 4° “Ranger” e 185° RRAO) e hanno il compito di raccogliere immediatamente le domande di tutti coloro che presenteranno la richiesta.

Un operatore del 185° Reggimento ricognizione acquisizione obiettivi RRAO

Coloro che fanno domanda, il giorno successivo sono sottoposti a preselezioni fisiche per effettuare una prima scrematura. Ma la posa di questa prima pietra, non ha nulla a che vedere con ciò che aspetterà gli aspiranti operatori durante tutto il percorso formativo ed addestrativo. I VFP1 che supereranno questa prima fase, saranno successivamente inseriti in un elenco e saranno ulteriormente formati con addestramenti più intensivi e più performanti in concomitanza a quello già somministrato nel corso.

Tutti i militari che supereranno e termineranno il RAV, verranno successivamente avviati al Centro di Addestramento di Paracadutismo e un domani al Centro di Addestramento per Operazioni Speciali recentemente istituito a Pisa (presso il COMFOSE) e che prevede la frequenza di un corso di formazione di un livello leggermente superiore.

Il primo corso presso il Centro di Addestramento per Operazioni Speciali prevede una formazione di base della durata di 10 settimane, a questo seguirà un corso di paracadutismo (tecnica della “fune di vincolo”). E’ lo step necessario per poter permettere al VFP1 di acquisire il brevetto di paracadutista militare con il quale verrà avviato al vero e proprio iter di formazione delle Forze Speciali.

L’iter è sostanzialmente composto da una prima fase fatta di selezioni fisiche di un livello superiore a quelle già effettuate al RAV, da un tirocinio di selezione che servirà a testare le capacità atletiche del futuro operatore e da una fase psicoattitudinale. Tutte le fasi serviranno ad evidenziare l’attitudine e la motivazione del candidato. Va sottolineato che entrambe sono i pilastri su cui si basa la scelta dei futuri operatori.

Entrambi questi aspetti vengono valutati negli operatori sulla base di protocolli già in essere e ampiamente conosciuti da chi seleziona, risulteranno essere elementi necessari ed imprescindibili per coloro che decidono di intraprendere questo percorso.

Un militare del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti

Fermo restando che il benchmark e il livello di selezione rimangono alti, l’obiettivo è quello di acquisire più personale possibile. Per chi crede che il percorso sia finito, si sbaglia, perché diventare un Operatore di Forze Speciali costa tempo e fatica, oltre che dedizione e passione.

Finito questo primo step, l’idoneo verrà introdotto all’interno del corso OBOS (operatore basico per le operazioni speciali) della durata attuale di 10 settimane con previsioni di più lunga durata (in futuro 12).

Ciò significa che a tutti gli operatori di tutte le categorie verranno date le stesse basi di capacità per poi agire all’interno delle 3 diverse Forze Speciali. Questo per garantire la stessa operatività e lo stesso modus operandi di base per tutti. Al termine del corso OBOS, agli idonei viene chiesto di confermare la preferenza all’interno dei tre reparti già effettuata a monte di tutto il percorso.

Richiesta all’interno della quale vengono inserite le tre preferenze in ordine di priorità. In base ai risultati ottenuti, i futuri operatori verranno posti nella graduatoria di merito. Ma non sarà solo per merito che il futuro operatore potrà accedere al reparto scelto, poiché a questa possibilità sarà collegata una variante dettata da necessità interne al Dipartimento di impiego del personale. L’Esercito avendo necessità istituzionali e dovendo garantire un’armonica alimentazione dei tre reparti pone dei limiti che si chiamano modulo di alimentazione.

Un momento del corso allievi

Vale a dire che pone dei numeri per alimentare equamente ogni Reggimento. Le variabili che dunque permetteranno all’individuo di accedere al reparto scelto saranno: la preferenza espressa, il modulo di alimentazione e il principio meritocratico, cioè la graduatoria di merito. Queste componenti determineranno l’invio del futuro operatore presso il reparto di destinazione.

In poche parole, il primo avrà possibilità di scegliere e gli ultimi si dovranno adeguare alle scelte fatte per loro.  Anche se, arrivati a questo punto, viene da dire che chiunque riuscirà a fregiarsi del titolo di Forze Speciali avrà poco di cui lamentarsi. Una volta inviati ai rispettivi reparti i neo operatori saranno inseriti all’interno dei corsi di specializzazione. Quello di incursori per il 9° Reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin, quello per Acquisitori Obiettivi del 185° Reggimento ricognizione acquisizione obiettivi RRAO e quello per Ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti. Questi corsi hanno una durata variabile: 41 per il 4° Reggimento, 50 settimane per 185° e 55 per il 9°.

Al termine di questi corsi che vengono tenuti dalle compagnie corsi delle rispettive FS vengono acquisiti i rispettivi brevetti da Incursore, Acquisitore Obiettivi e Ranger, per un totale di due anni circa dalle prime selezioni.

LOCANDINA ARRUOLAMENTO 2020

Ma ricordiamo che le opzioni per accedere al percorso FS sono anche altre, pur apparendo residuali.

Il VFP1 potrà anche presentare domanda all’atto della rafferma al secondo anno venendo reimpiegati al COMFOSE e sottoposti all’iter di cui sopra.

Entrare a far parte di uno dei reparti di elite del nostro Esercito non è cosa da tutti. Viene richiesta motivazione, attitudine, dedizione, capacità fisiche non indifferenti, componente psicologica salda, consapevolezza, coscienza per una vita in salita, sacrificio e abnegazione, che saranno ampiamente ripagate dalla qualifica, dal lavoro e dall’appartenenza a “bandiere” così speciali.

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ADOTTA UN CANE CON LE STELLETTE ! https://www.maistrac.it/2020/05/05/adotta-un-cane-con-le-stellette/ https://www.maistrac.it/2020/05/05/adotta-un-cane-con-le-stellette/#respond Tue, 05 May 2020 19:10:26 +0000 https://www.maistrac.it/?p=6774 Leggi tutto »ADOTTA UN CANE CON LE STELLETTE !]]> Sono stati in missione all’estero, con il loro lavoro hanno contribuito a salvaguardare vite umane, con il loro fiuto ci hanno aiutato a individuare pericolosi ordigni esplosivi, sono i nostri amici a #4zampe che ora vanno in pensione e meritano ancora più affetto e calore, perché possono arricchire con la loro voglia di giocare, chiunque desideri divertirsi e condividere le loro emozioni! Parte oggi l’iniziativa dell’Esercito che permette di adottare un cane con le stellette. Scopri come, visitando la nostra pagina web http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-logistico-esercito/Adotta-un-cane-con-le-stellette

Per la domanda di adozione vai al seguente link
http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/capo-di-sme/comando-logistico-esercito/Adotta-un-cane-con-le-stellette/Pagine/Domanda-di-adozione.aspx

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159° anniversario della costituzione dell’Esercito https://www.maistrac.it/2020/05/04/159-anniversario-della-costituzione-dellesercito/ https://www.maistrac.it/2020/05/04/159-anniversario-della-costituzione-dellesercito/#respond Mon, 04 May 2020 09:02:30 +0000 https://www.maistrac.it/?p=6772 Leggi tutto »159° anniversario della costituzione dell’Esercito]]> 159° anniversario della costituzione dell’Esercito – Difesa Online (di Stato Maggiore Esercito) 04/05/20

La storia del nostro Esercito, pur avendo radici molto più lontane e profonde nel tempo, iniziava il 4 maggio 1861 data in cui un provvedimento del ministro della Guerra Manfredo Fanti decretava la fine dell’Armata Sarda e la nascita dell’Esercito Italiano. Il contributo dato da tutti gli italiani che hanno avuto l’onore di servire il proprio Paese con l’uniforme dell’Esercito è incommensurabile e continua anche oggi in questo delicato periodo, che vede la Forza Armata schierata in prima linea al fine di contenere la diffusione del Covid-19.

Non potendo onorare questa data con nessuna cerimonia, in ottemperanza alle vigenti disposizioni di legge, in un video messaggio diffuso sui canali social, il capo di stato maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina rivolgendosi a tutti gli italiani ha affermato: “Noi soldati, donne e uomini dell’Esercito, siamo veramente orgogliosi di servire il nostro Paese; l’Esercito c’è oggi, ci è stato in passato, e ci sarà sempre, per voi e insieme a voi”.

Durante il suo intervento il generale Farina ha voluto sottolineare come in tutti questi anni i valori di amor di Patria, di responsabilità, di altruismo, di giustizia e di libertà trasmessi da chi ci ha preceduto siano rimasti intatti nel tempo e siano patrimonio anche dei soldati di oggi che compiono il loro quotidiano dovere in Italia e all’estero.

L’Esercito conta oggi circa 2.750 militari schierati in importanti missioni internazionali in oltre 15 Paesi tra cui Iraq, Libano, Afghanistan, Kosovo, Libia, Somalia, Niger, Mali e altre missioni internazionali con compiti che vanno dalla cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di stabilizzazione e ricostruzione, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, ossia quella gamma di attività nota come Security Force Assistance (SFA).

Incrementati a circa 7.200 invece, i soldati impegnati in Italia nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, in concorso alle Forze dell’Ordine per il presidio del territorio, che attraverso idonee rimodulazioni del dispositivo, sono stati destinati anche a garantire il rispetto delle norme poste in essere dalle autorità governative, per contenere la diffusione del Covid 19.

Un impegno poliedrico dell’Esercito, che evidenzia una eccezionale preparazione e competenza di tutti i suoi uomini e donne che, attraverso una formazione improntata allo spirito di sacrificio e alla dedizione per il proprio lavoro, forniscono allo Strumento Militare Terrestre, sia avanzate capacità di combattimento sul terreno, sia straordinarie possibilità di intervento, in Patria o all’estero, in situazioni emergenziali e di pubblica utilità.

Una presenza rassicurante, richiesta a gran voce da tutti i cittadini e dagli amministratori locali, soprattutto in questo particolare momento che vede l’Esercito impiegato su vari fronti come la sanificazione e igienizzazione di edifici pubblici, residenze sanitarie assistenziali e strade di vari comuni d’Italia, un contributo che non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato una preparazione e un addestramento costante nel tempo.

Continua anche il piano di trasporto multimodale effettuato, in supporto alla Protezione Civile Nazionale, per la distribuzione, non solo di materiale sanitario e dispositivi di protezione individuale ma anche di generi alimentari in favore dei cittadini più bisognosi. Un momento di difficoltà che sta evidenziando le particolari doti di altruismo e generosità dei soldati dell’Esercito che, con spiccata iniziativa si sono mobilitati per la raccolta di materiali e generi alimentari evidenziando un fortissimo senso civico che li contraddistingue.

Un prezioso contributo è dato in questa emergenza, soprattutto dai circa 200, con punte massime di impiego fino a 260, tra medici e infermieri dell’Esercito, che operano costantemente in varie strutture militari e civili d’Italia, per alleviare il peso della pandemia sulle aziende sanitarie locali. A tal fine è stato da poco inaugurato presso il Policlinico militare Celio di Roma un’importante struttura Covid-Hospital realizzata grazie al pregevole contributo dei nostri soldati dell’Arma del Genio.

L’Esercito, che oggi ricorda i suoi 159 anni di storia al servizio dell’Italia, è una Istituzione cardine del sistema Paese, fondato su una salda base etico-valoriale, vicina al cittadino e in grado di rinnovarsi e adattarsi ai repentini mutamenti degli scenari di riferimento, una Forza Armata sempre pronta, capace, efficiente e coesa, basata sull’elemento umano e supportata da moderni sistemi e tecnologie. Mai come in questo momento il nostro grazie a tutti i soldati dell’Esercito Italiano!

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„Nuclei veronesi dell’esercito sanificano casa di riposo di Cologna Veneta“ https://www.maistrac.it/2020/05/02/esercito-sanificazione-casa-di-riposo-cologna-veneta-coronavirus-covid-19-nuclei-veronesi-dellesercito-sanificano-casa-di-riposo-di-cologna-veneta/ https://www.maistrac.it/2020/05/02/esercito-sanificazione-casa-di-riposo-cologna-veneta-coronavirus-covid-19-nuclei-veronesi-dellesercito-sanificano-casa-di-riposo-di-cologna-veneta/#respond Sat, 02 May 2020 08:21:50 +0000 https://www.maistrac.it/?p=6767 Leggi tutto »„Nuclei veronesi dell’esercito sanificano casa di riposo di Cologna Veneta“]]> „L’attività di bonifica ha interessato una superficie di circa 7.000 metri quadrati tra locali comuni, refettori, palestre di riabilitazione, camere, uffici, sale riunioni e aree ricreative“

Su richiesta dell’Ulss 9 Scaligera, importante opera di sanificazione alla casa di riposo di Cologna Veneta, svolta dai nuclei disinfettori del Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto e del Quarto Reggimento Alpini Paracadutisti di Verona. L’attività di bonifica ha interessato le due strutture che ospitano la casa di cura e la residenza sanitaria per anziani-hospice, su una superficie di circa 7.000 metri quadrati.

Gli specialisti disinfettori dell’esercito hanno effettuato la sanificazione di locali comuni, refettori, palestre di riabilitazione, camere, uffici, sale riunioni e aree ricreative. Le attività, svolte alla presenza della coordinatrice del centro Federica Boscaro, hanno avuto inizio nelle ore serali, dando così la possibilità agli anziani ospiti di cenare e riducendo al minimo eventuali possibili disagi.

Ad accogliere il personale, il presidente della struttura Mario Facchetti, che ha ringraziato l’esercito per l’importante supporto fornito.

A supporto dei militari, anche gli operatori della protezione civile comunale di Cologna Veneta intervenuti, insieme al locale gruppo degli alpini, nell’allestimento di un’area adibita alla vestizione del personale disinfettore.“

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